Un’immagine dell’essere umano

come orientamento cosciente per la vita.

Avere un’immagine dell’essere umano, come una visione per il futuro, oppure svilupparla è un tema abbastanza insolito. Perché è necessario? Dove conduce una tale disciplina? Questa immagine o idea dell’uomo che esiste in modo cosciente o in modo incosciente già in discorsi molto semplici, è inerente ad ogni cultura.

Volendo avvicinarci a questa domanda, devo ricordarmi una conferenza molto semplice sull’alimentazione. Il relatore mostrava e commentava delle diapositive e una di questa rappresentava un corpo umano che aveva nella pancia un motore. Così l’uomo era rappresentato come macchina che, a seconda dell’alimentazione, funziona o meno. La parte psichica o spirituale dell’essere umano non veniva ripresa in questa immagine.

Il materialismo, con il consumo, crea anche un’idea di uomo: l’uomo felice è quello che può consumare senza fine, senza limite…  La vita si orienta a trovare questa capacità crescente di consumo. Si consuma, non solo ciò che è materiale, ma anche, per esempio, un corso di yoga, le vacanze, gli amici, il medico… “Prendi tempo per se stesso! Goditi la bellezza, la calma…” Tutto dovrebbe darci il massimo di energia. Il materialismo sembra dare un movimento soltanto rivolto verso se stesso, nel senso della materia effimera.

Nel passato e tutt’ora troviamo esempi di immagine ideale dell’essere umano che hanno condotto a catastrofi. Ci ricordiamo, per esempio, la Grande Guerra in cui certi uomini erano considerati superiori ed altri inferiori, e questo dava ai primi il diritto assoluto di eliminare la razza inferiore. In quegli anni l’immagine di uomo e ciò a cui quest’immagine aveva portato non era quasi stata messa in discussione.

Nascosto dietro ogni attività giace un’ideale di uomo cosciente o incosciente. Portiamo dentro di noi, a seconda della propria cultura, dell’educazione e della propria esperienza, un’ideale come un filo conduttore che spinge a certe scelte o decisioni. Questa immagine dell’essere umano può essere rivolto a uno sviluppo o anche impedire lo sviluppo. Può dare una visione completa dell’uomo nel senso di un svolgimento spirituale e materiale o può anche ridurre l’uomo nelle sue capacità. Nella storia, questa immagine dell’essere umano, si è sempre mutata a seconda delle esigenze dello sviluppo. Quanto più siamo coscienti di quale ideale seguiamo tanto più possiamo modellarlo, renderlo più flessibile e così facendo, appropriato alle circostanze della vita.

Tanto quanto per le persone che seguono corsi di yoga, che per le diverse amministrazioni oppure per gli insegnanti di yoga stessi, può essere interessante porsi la domanda: Quale ideale o immagine dell’uomo si trova dietro la Nuova Volontà Yoga, sviluppata da Heinz Grill? Come questa immagine può portare a uno sviluppo?

Cercando di rispondere a questa domanda ho trovato questa interessante idea, un pensiero basilare nell’insegnamento di questo tipo yoga:

Non ciò che l’individuo prende o ciò che può ottenere per se stesso dall’esercizio, bensì le forze, l’attenzione, la dedizione e la consapevolezza ricca di contenuti, che introduce nell’esercizio, gli vengono incontro come successo e infine come vera forza del cuore.

La dimensione dell’anima dello yoga. p. 104 Heinz Grill

Per questa attività un esercizio tipico è il cerchio del cuore. Il praticante si rappresenta mentalmente davanti a suoi “occhi” un cerchio, lo delinea con il pensiero. Crea questa forma nel pensiero e poi la disegna con le mani. In un secondo tempo, generando un sentimento per il tondo della curva, tasta il bordo del cerchio. Un esercizio semplice che gli permette di sperimentare le proprie capacità di creare mentalmente una forma che prima non esisteva. L’esistenza quasi impercettibile di questa forma diventa alla fine qualcosa di percepibile attraverso i sensi. Spesso il risultato si traduce in un sentimento di calma e di ordine localizzato all’altezza del cuore.

Il cerchio del cuore  esecuzione di Heinz Grill 2005
Il cerchio del cuore
esecuzione di Heinz Grill 2005

Questo gesto rivela un atto creativo e vivace del pensare. Non prendiamo qualcosa dall’esercizio, ma siamo noi a essere creativi. Come per il cerchio, anche nella pratica di altri esercizi l’attenzione si rivolge a un tema, un’idea specifica alla posizione. Il praticante forma precedentemente un’idea e da questa si rivolge al corpo o alla materia. Mediante l’idea specifica e le percezioni, il corpo può essere sperimento come un’immagine. Questa disciplina molto insolita permette di ampliare le proprie rappresentazioni tanto quanto la propria capacità mentale e alla fine la propria capacità corporea. É un’attività creativa che si orienta dall’idea verso il corpo e dà all’uomo la libertà del creare ciò che non esiste ancora. Questa libertà creativa in sviluppo è descritta da Heinz Grill come la parte spirituale dell’uomo, l’Io che si rivela come un sentimento di sé calmo, interno ma nonostante ciò aperto.

In questa immagine dell’essere umano, siamo sempre attivi e creativi. Non ci riposiamo sull’attività di un altro, né sull’ammissione cieca di un’idea, però stiamo sempre creando e ricreando idee. A questo punto è anche interessante chiedersi come fare con gli scritti ispirati citando Heinz Grill o Rudolf Steiner. Questa immagine dell’uomo presentata nella Nuova Volontà Yoga non è quella di un atteggiamento completamente arbitrario in nome della libertà. Si ispira, invece, in modo molto accurato a questi scritti per dare un orientamento alla pratica delle posizioni, alla questione sociale-pedagogica ed anche allo sviluppo spirituale. In questa disciplina siamo attivi e creativi, non assimiliamo passivamente questi pensieri ma li ricreiamo, li ridiamo vita, li confrontiamo con il quotidiano affinché diventino, in sostanza, sorgenti di ideali per la vita.

Questa esperienza di attività mentale creativa non si limita solo alla pratica durante un corso ma anche in tanti altri campi della vita. Se si va, per esempio, in montagna, che cosa si può creare? Un’esperienza interessante era per me di accompagnare alcune volte sulle Dolomiti amici che arrampicavano e in questo contesto creare un’ideale dalla loro ascensione. Come dovrebbero essere i movimenti, il sentimento per la roccia, il sole, il vento,il materiale? Per l’esercizio del cerchio del cuore si crea un’immagine quanto più chiara e concreta possibile. Anche per il successo degli altri si può pensare un’immagine concreta. Non si gode così solo la bellezza della montagna ma si crea un ideale della traccia lasciata su di lei e della collaborazione tra gli uomini. Farei l’ipotesi che questa attività lascia un certa atmosfera dignitosa anche per i prossimi passeggiatori. Non è un compito che si limita a questa situazione particolare ma che si può anche trasferire ad altri campi della vita personale o professionale.

una cima nei Dolomiti
Arrivati al cima, Due cordate che si sostengono l’una l’altra.

Studiando così un idea dell’essere umano creativo e libero, che pensa da solo e da questo pensare leggero guida la sua vita, troviamo un primo orientamento per la vita che ci permette di rifiutare cose e di accettarne altre. Questa attività mentale creativa, se è realmente svolta, pone la verità dell’anima e dello spirito sempre in un flusso, senza fissarle in un punto statico, agendo così contro ogni dogma. Nel nostro tempo materialistico, dove l’uomo vive di isolamento e di mancanza di orientamento, nel quale le reazioni estreme fioriscono, questa attività creativa spirituale individuale in relazione a un tema universale potrebbe dare alcune riposte verso un nuovo passo. Quanto più questo ideale diventa concreto e quanto più è portato da reali rappresentazioni tanto più si può proporre nella vita diventando un reale orientamento personale e universale.

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